
Cristano Ceretti viene concepito per errore in una Citroën Diana color senape targata Piacenza dopo una sbronza di vino greco. Nasce a Milano il 3 Dicembre 1973. Dal momento in cui esce dalla madre vagina piange ininterrottamente per un mese. Viene infatti operato di ernia inguinale a 40 giorni di vita. Fin da bambino trova nel disegno la sua forma di espressione prediletta. Per non rinunciare alla vita sociale organizza con gli amici veri e propri gruppi di disegno, fino a colorare tutti i panettoni del quartiere. Sceglie gli studi di geometra, affascinato più dalle ragazze del piano di sopra che dalla prospettiva di una vita in cantiere. Nel tempo libero si diletta con la pittura, la scultura e la fotografia, che diventerà col tempo un inseparabile strumento di lavoro. A sedici anni grazie alla lungimiranza dei suoi genitori e ad un programma di interscambio culturale si stacca dal grembo materno per passare un anno a Los Angeles. Sulle ruote dello skateboard incontra i personaggi più disparati. Dalle “cheer leaders” di “Grease” e “Beverly Hills” ai loschi personaggi delle band messicane. Questa esperienza allarga in maniera esponenziale la sua visione del mondo ed il suo immaginario. Incontra il primo grande amore in una giovane donna hippy del doppio della sua età che lo inizia all’arte del sesso. Gli eccitanti incontri clandestini si fanno alibi di un corso di ceramica ma trovano sfogo nei luoghi più impensabili. Durante gli studi lavora come, venditore, imbianchino, pony express, scenografo e regista. Con borsa di studi Erasmus vive la tanto ambita Londra, che diventerà meta prediletta dei suoi pellegrinaggi intorno al mondo. |
Tampax nasce al 27, quartiere popolare di Cologno Monzese. Cittadina dell’hinterland milanese che ospita gli studi delle maggiori televisioni private italiane e di qualche network radiofonico. Durante un idillio di due anni nel quale lavora alla tesi di laurea, dapprima sulla carta, sui muri, con i pennarelli in metropolitana, il segno di tampax cerca di disturbare le masse assopite che entrano ed escono dalla città. Si laurea a pieni voti con la tesi “ Una giornata da Parsifal ”. Parallelo tra il Parsifal di Wagner e l’abitante metropolitano che esplora le nuove dimensioni dell’architettura. Relatrice Ida Farè. Il suo docente guru, Corrado Levi. Il suo primo impiego dopo la laurea è in un laboratorio creativo. Ci rimane a fino a diventare art director. Affronta mansioni molto disparate, dalla grafica al concept design, dalla redazione di progetti d’arte nello spazio pubblico all’editoria. Il tempo da dedicare alla libera espressione è sempre più sacrificato ed è così che i disegni trovano sfogo tramite l’avverso movimento del mouse. Dinamiche di sopruso entrano prepotenti nei soggetti specchio di una società prepotente. Squarci di vissuto e fantasie erotiche si fondono creando scene immaginarie di realtà contemporanea. |